Tutti alla stazione, passa Papa Giovanni

La stazione di Terni affollata per il passaggio di Papa Giovanni XXIII
La stazione di Terni affollata al passaggio del treno con Papa Giovanni XXIII

“Passa il papa”, e via, a Terni iniziò la corsa verso la stazione ferroviaria. Che era affollata fino all’inverosimile. E’ passato più di mezzo secolo da quella mattina del 4 ottobre 1962. Giovanni XXIII era affacciato al finestrino. Il treno si fermò solo per un attimo, giusto il tempo perché benedicesse la folla, entusiasta. Continua a leggere Tutti alla stazione, passa Papa Giovanni

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“Ferrovieri, prendete la patente per guidare l’autobus”

La stazione S.Anatolia di Narco-Castel San Felice della Spoleto Norcia in una vecchia cartolina
La stazione S.Anatolia di Narco-Castel San Felice della Spoleto Norcia in una vecchia cartolina

Che la ferrovia Spoleto-Norcia ormai era definitivamente condannata alla soppressione, lo si capì quando la direzione consegnò ai dipendenti una circolare interna che conteneva un consiglio: prendetevi la patente. Continua a leggere “Ferrovieri, prendete la patente per guidare l’autobus”

La “Terni” industria d’avanguardia: garantisce il Re

Le acciaierie ella "Terni" nel XIX secolo
Le acciaierie di Terni nel XIX secolo

Morale della favola: ad andarci di mezzo fu il vescovo. Lo chiamarono in Vaticano per giustificarsi, e per sopportare una dura reprimenda. Ma come, il vescovo di Terni va ad ossequiare il re d’Italia? Colui, cioè, che meno di vent’anni prima (si era nel 1887) aveva scalzato il papa dal potere temporale ed aveva sottratto alle curie i beni ecclesiastici? Mai avrebbe dovuto! Non sapevano, in Vaticano, Continua a leggere La “Terni” industria d’avanguardia: garantisce il Re

Domenico Mustafà, l’ultimo soprano

Il monumento funebre di Domenico Mustafà
Il monumento funebre di Domenico Mustafà al cimitero di Montefalco

Solo insospettate doti di scattista consentirono al maturo genitore di sfuggire al figlio che lo inseguiva imbracciando una doppietta. I rapporti tra i due non erano per niente idilliaci. Da sempre. O almeno da quando Domenico Mustafà cominciò ad avere l’età della ragione. Quel giorno, la lite aveva preso una piega proprio brutta. Domenico nacque a Sellano, il 16 aprile del 1829, ed era un bambinetto quando il padre gli combinò il tiro mancino per cui Domenico lo odiò per tutta la vita. Continua a leggere Domenico Mustafà, l’ultimo soprano

Uno schiaffone all’amico Maggiore e finisce in duello

La fabbrica d'armi di Terni
Bastò un “niente” e un’amicizia granitica si trasformò in un rapporto così turbolento da richiedere l’intervento del Tribunale militare. Ingiurie, lettere denigratorie e calunniose, schiaffoni a mano piena, un duello alla spada. E pensare che solo poche settimane prima, il Natale del 1907, i due ufficiali in servizio alla Fabbrica d’Armi di Terni lo avevano festeggiato insieme. Erano come due fratelli. Continua a leggere Uno schiaffone all’amico Maggiore e finisce in duello

Napoleone, ufficiale ma non gentiluomo

Soldati italiani a Porta Pia (foto tratta dal sito www.esercito.difesa.it)
Soldati italiani a Porta Pia (foto tratta dal sito http://www.esercito.difesa.it)

Gli atti eroici? L’aspetto marziale? I modi rudi e le espressioni da caserma? Macché! Non era roba per lui, quella. Nonostante il suo “mestiere” fosse quello del soldato. Una carriera che s’era scelta nel 1861, a vent’anni, quando spinto dall’entusiasmo s’era arruolato nel nuovo esercito italiano, subito dopo la proclamazione del regno d’Italia con Vittorio Emanuele II sul trono.
A Perugia, la sua città, s’era presentato al distretto militare ed era stato irreggimentato come ufficiale di fanteria. Continua a leggere Napoleone, ufficiale ma non gentiluomo

Ceselli, importante crocevia nel Ducato di Spoleto

Una ventina di anni fa, lì, c’erano un distributore di benzina e un bar. Adesso il bar è una saracinesca chiusa, e del distributore non rimane che un piccolo slargo, sulla curva. Una delle mille curve della statale Valnerina, Continua a leggere Ceselli, importante crocevia nel Ducato di Spoleto

L’arciprete: “Chi vota Pci va all’inferno”

L'arciprete di Montone (nella foto il Municipio) nei guai per la campagna elettorale
Il Palazzo Municipale di Montone

Un po’ di colpa, forse, ce l’ha pure l’Unità, allora giornale del Partito Comunista. E già, perché, all’avvicinarsi delle elezioni amministrative del 1956, non faceva altro che sbandierare titoloni informando di parroci che invitavano a votare per la sinistra o che criticavano la Democrazia Cristiana accusandola di malgoverno. Due di loro erano stati addirittura sospesi “a divinis” per questo. Continua a leggere L’arciprete: “Chi vota Pci va all’inferno”

Wassili D’Angiò, l’ultimo castellano della Rocca di Narni

La Rocca di Narni in un'antica stampa. Nel riquadro Wassili D'Angiò
La Rocca di Narni in un’antica stampa. Nel riquadro Wassili D’Angiò

Fosse ancora vivo, sarebbe garantito: al Comune di Narni una bella causa non gliela eviterebbe nessuno. Wassili d’Angiò, duca di Durazzo, conte di Gravina e di Alba, ex capitano dell’esercito zarista, ultimo discendente del re di Napoli, di Sicilia e d’Albania Carlo D’Angiò, non si è mai preoccupato di niente quando c’era da portare qualcuno davanti al giudice. Anzi, ogni occasione era buona per lui. Continua a leggere Wassili D’Angiò, l’ultimo castellano della Rocca di Narni

“Febbre dell’oro” sul Monteluco

Ma sì che era sicuro! Eccome! Ci aveva lì la carta disegnata proprio da colui che ce l’aveva nascosto, il tesoro, sul Monteluco. Come l’aveva avuta? Beh, non poteva dirlo. Era un segreto. Il problema era un altro: si poteva fare di andare a cercare un tesoro, mettersi a scavare senza passare guai? O era meglio avvisare i carabinieri, almeno la faccenda diventava legale e non c’erano rischi? Continua a leggere “Febbre dell’oro” sul Monteluco