Tutti alla stazione, passa Papa Giovanni

La stazione di Terni affollata per il passaggio di Papa Giovanni XXIII
La stazione di Terni affollata al passaggio del treno con Papa Giovanni XXIII

“Passa il papa”, e via, a Terni iniziò la corsa verso la stazione ferroviaria. Che era affollata fino all’inverosimile. E’ passato più di mezzo secolo da quella mattina del 4 ottobre 1962. Giovanni XXIII era affacciato al finestrino. Il treno si fermò solo per un attimo, giusto il tempo perché benedicesse la folla, entusiasta. Continua a leggere Tutti alla stazione, passa Papa Giovanni

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“Ferrovieri, prendete la patente per guidare l’autobus”

La stazione S.Anatolia di Narco-Castel San Felice della Spoleto Norcia in una vecchia cartolina
La stazione S.Anatolia di Narco-Castel San Felice della Spoleto Norcia in una vecchia cartolina

Che la ferrovia Spoleto-Norcia ormai era definitivamente condannata alla soppressione, lo si capì quando la direzione consegnò ai dipendenti una circolare interna che conteneva un consiglio: prendetevi la patente. Continua a leggere “Ferrovieri, prendete la patente per guidare l’autobus”

Domenico Mustafà, l’ultimo soprano

Solo insospettate doti di scattista consentirono al maturo genitore di sfuggire al figlio che lo inseguiva imbracciando una doppietta. I rapporti tra i due non erano per niente idilliaci. Da sempre. O almeno da quando Domenico Mustafà cominciò ad avere l’età della ragione. Quel giorno, la lite aveva preso una piega proprio brutta. Domenico nacque a Sellano, il 16 aprile del 1829, ed era un bambinetto quando il padre gli combinò il tiro mancino per cui Domenico lo odiò per tutta la vita. Continua a leggere Domenico Mustafà, l’ultimo soprano

Uno schiaffone all’amico Maggiore e finisce in duello

Bastò un “niente” e un’amicizia granitica si trasformò in un rapporto così turbolento da richiedere l’intervento del Tribunale militare. Ingiurie, lettere denigratorie e calunniose, schiaffoni a mano piena, un duello alla spada. E pensare che solo poche settimane prima, il Natale del 1907, i due ufficiali in servizio alla Fabbrica d’Armi di Terni lo avevano festeggiato insieme. Erano come due fratelli. Continua a leggere Uno schiaffone all’amico Maggiore e finisce in duello

Napoleone, ufficiale ma non gentiluomo

Soldati italiani a Porta Pia (foto tratta dal sito www.esercito.difesa.it)
Soldati italiani a Porta Pia (foto tratta dal sito http://www.esercito.difesa.it)

Gli atti eroici? L’aspetto marziale? I modi rudi e le espressioni da caserma? Macché! Non era roba per lui, quella. Nonostante il suo “mestiere” fosse quello del soldato. Una carriera che s’era scelta nel 1861, a vent’anni, quando spinto dall’entusiasmo s’era arruolato nel nuovo esercito italiano, subito dopo la proclamazione del regno d’Italia con Vittorio Emanuele II sul trono.
A Perugia, la sua città, s’era presentato al distretto militare ed era stato irreggimentato come ufficiale di fanteria. Continua a leggere Napoleone, ufficiale ma non gentiluomo

Ceselli, importante crocevia nel Ducato di Spoleto

Una ventina di anni fa, lì, c’erano un distributore di benzina e un bar. Adesso il bar è una saracinesca chiusa, e del distributore non rimane che un piccolo slargo, sulla curva. Una delle mille curve della statale Valnerina, Continua a leggere Ceselli, importante crocevia nel Ducato di Spoleto

Wassili D’Angiò, l’ultimo castellano della Rocca di Narni

La Rocca di Narni in un'antica stampa. Nel riquadro Wassili D'Angiò
La Rocca di Narni in un’antica stampa. Nel riquadro Wassili D’Angiò

Fosse ancora vivo, sarebbe garantito: al Comune di Narni una bella causa non gliela eviterebbe nessuno. Wassili d’Angiò, duca di Durazzo, conte di Gravina e di Alba, ex capitano dell’esercito zarista, ultimo discendente del re di Napoli, di Sicilia e d’Albania Carlo D’Angiò, non si è mai preoccupato di niente quando c’era da portare qualcuno davanti al giudice. Anzi, ogni occasione era buona per lui. Continua a leggere Wassili D’Angiò, l’ultimo castellano della Rocca di Narni

Casiello, il fotografo che ha ritratto tutti i ternani

Oreste Casiello
Oreste Casiello

Oreste Casiello, di origine campana, imparò a fare il fotografo mentre era militare in aviazione. Finita la seconda guerra mondiale si trasferì a Terni dove mise a frutto l’arte imparata. Aprì un negozio di fotografia in corso Vecchio ed lanciò l’idea della foto ricordo delle scolaresche. In tanti anni praticamente tutti i ternani si sono messi in posa per lui. Continua a leggere Casiello, il fotografo che ha ritratto tutti i ternani

Gennaio 1995, le acciaierie finiscono in mano ai tedeschi

Il forno n.5 alle acciaierie di Terni
Il forno n.5 alle acciaierie di Terni

C’era la brina sull’erba ai lati della strada da Montefranco a Terni. D’altra parte era il 10 gennaio. Il 10 gennaio 1995. Enrico Micheli, direttore generale dell’Iri, a Montefranco, nella villetta appena fuori del paese natale, era arrivato la sera prima, con in tasca le chiavi delle acciaierie di Terni. Di buon’ora partì per raggiungere viale Brin, varcò la portineria dell’Ast, Acciai Speciali Terni, ed entrò nella biblioteca, un grande, austero salone. Continua a leggere Gennaio 1995, le acciaierie finiscono in mano ai tedeschi

Orvietana in vacanza ad Alassio diventa a sorpresa Lady Italia

Teresa Maltese con Daniele Piombi premiata ad Alassio come Lady Italia
Teresa Maltese con Daniele Piombi premiata ad Alassio come Lady Italia

Bella lo era certamente: «Occhi verde azzurro, capelli e carnagione scurissimi», la descrissero i cronisti mondani. La mora dagli occhi blu era Teresa Maltese, bellezza quasi esotica, eppure orvietana doc. A Ferragosto, nel 1960, ad Alassio, la signora di Orvieto fu eletta Lady Italia. Continua a leggere Orvietana in vacanza ad Alassio diventa a sorpresa Lady Italia