Nella cronometro del Giro Coppi infiamma l’Umbria

 

Una gran giornata di festa e di sport almeno per mezza Umbria quella del 25 maggio 1951. Si disputava la tappa a cronometro Perugia-Terni del 34. Giro d’Italia, quella che _ dicevano tecnici e suiveurs _ avrebbe segnato l’inizio “vero” del Giro. Era la sesta frazione, ma le prime cinque si erano concluse senza grandi battaglie, senza acuti da parte dei campioni: gente che si chiamava Coppi, Bobet, Kubler, Koblet, Magni, Van Steenbergen ed ovviamente Bartali.

La giornata soleggiata era un invito in più per i tanti appassionati di ciclismo umbri ad assieparsi ai lati strada: c’era l’occasione di vedersi sfilare davanti tutti i corridori, uno ad uno. L’occasione di vederli da vicino e non solo sulle foto sgranate dei giornali. Di gustare il contorno di colori, di suoni: le auto ammiraglie, le moto al seguito, le maglie variopinte anche se più sobrie rispetto a quelle di oggi.
E così accadde che la gente occupò le cunette per tutti gli 83 chilometri del percorso, dell’impegnativa tappa a cronometro del Giro d’Italia 1951, costituito dalla vecchia strada in uso prima della costruzione della E 45, con punte di vera e propria folla a Ponte San Giovanni, sede di partenza, ed all’arrivo di Borgo Rivo, alle porte di Terni. Ma affollatissimi erano anche i due traguardi di rilevazione dei tempi parziali a Todi e Acquasparta.
Il giorno prima, il 24, era stato di riposo per la carovana rosa, e molti corridori si recarono ad Assisi, Bartali in testa. Il campione toscano, alla partenza della cronometro, aveva venti minuti di distacco in classifica dalla maglia rosa, lo svizzero Fritz Schaer. Al primo via si era schierato dolorante ad una spalla e perse subito un quarto d’ora. Il resto del distacco lo accumulò nella frazione che, il 23, si era conclusa a Perugia, sulla pista del “Santa Giuliana”.
Una tappa finita tra le polemiche dopo che il gruppo dei fuggitivi sbagliò l’ingresso in pista a causa di una segnalazione non perfetta. Proprio in prossimità dell’entrata, infatti, c’era un addetto che agitava una bandiera rossa per indicare alle moto ed alle auto della carovana la direzione verso l’area di parcheggio riservata. I corridori in fuga seguirono anch’essi quelle indicazioni e così, Toni Bevilacqua, il velocista che era favorito per la vittoria, arrivò per primo all’area di sosta, ma tra gli staccati sotto allo striscione del traguardo.
Polemiche riguardarono anche il comportamento dei corridori durante quella tappa: erano soprattutto i giornali sportivi ad agitarle. Secondo loro c’era stato un patto di non belligeranza tra i campioni. La cosa sarebbe stata dimostrata dalla noncuranza per la fuga di comprimari (ma tra loro c’era anche Schaer che proprio a Perugia tolse la maglia rosa a Magni) e dal fatto che proprio Magni e il francese Louison Bobet, due tra i favoriti per la vittoria finale del Giro, non avevano attaccato con convinzione nel momento in cui Coppi rimase staccato per una foratura nei pressi di Sansepolcro.
In effetti, non c’era una gran volontà di spendere energie visto che la tappa successiva sarebbe stata una cronometro di ben 83 chilometri. Ed in ogni modo il Giro sarebbe stato ancora lungo.
La cronometro la vinse Coppi tra l’entusiasmo dei tifosi e quello dei giornalisti i quali vaticinarono che ormai il Campionissimo poteva considerarsi sicuro vincitore del Giro d’Italia numero 34.
A Terni Coppi guadagnò 1 minuto e 7 secondi di vantaggio dì Bobet, 1 e 24 su Koblet, 2 e 10 su Kubler. Percorse gli 83 chilometri da Perugia a Terni in 2 ore e 4 minuti, ad oltre 39 di media.
Ma in classifica, Schaer che si era ben difeso, manteneva la maglia rosa davanti a Rik Van Steenbergen. Terzo era Magni a 4 e 25 e Coppi _ che guadagnò undici posizioni in classifica _ era quarto, staccato da Magni di 20 secondi.
Fu un giorno importante per Fausto Coppi: tornava alla vittoria dopo più di un anno e dopo due cadute che lo avevano costretto a star fermo per diverso tempo.
Il Giro d’Italia però non lo vinse, nonostante i vaticini elaborati a Terni dai cronisti dell’epoca. Al traguardo finale la maglia rosa era sulle spalle di Fiorenzo Magni che precedette Van Steenbergen e Kubler. Coppi rimase quarto staccato di 4 minuti. Bartali fu decimo a 20 minutI.

 

 Nella foto: Coppi (a sx) mentre supera Zampini 
 nella cronometro Perugia-Terni 

Coppi infiamma l’Umbria nella cronometro del Giro d’Italia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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