Proteste a Piediluco: bagnanti troppo svestiti

 

Quando è troppo è troppo! Tutta quella gente a spasso in costume da bagno, con la scusa che si trovava a Piediluco, sul lago, e s’era in agosto, dava veramente scandalo. E così, stomacato, il corrispondente da Piediluco del Giornale d’Italia prese carta e penna e mandò un articolo al suo quotidiano. Che lo pubblicò il 26 agosto 1940, XVII dell’era fascista. “Novità fuori… luogo” si intitolava l’articolo; e quei puntini di sospensione la dicevano lunga.
«Dobbiamo dire _ recitava l’articolo _ che il paese di Piediluco non è una spiaggia, e per quanto sia nominato “Lido di Terni” non abbiamo un vero e proprio lido per bagnanti. Appare quindi una sconcezza, una stonatura veder girovagare per il paese e sulla piazza certe nudità che nulla presentano di estetico, nulla di elegante, né di decenza». «Per certe libertà _ ammoniva il Giornale d’Italia _ c’è il lago, le barche ed i luoghi di convegno sulle sponde. Le vie del paese, le piazze e gli stessi ristoranti, debbono accogliere la gaiezza giovanile ma non certe note… non certo armoniose».
Fa anche lo spiritoso il corrispondente del Giornale d’Italia, cui sembra che soprattutto non piacesse l’esibizione di “panze” e celluliti. E comunque fornisce l’immagine di un “lido di Terni” piuttosto movimentato, e quasi preso d’assalto da bagnanti e turisti in cerca di refrigerio, nonostante il periodo fosse già di quelli “delicati”, visto che l’Italia da quasi tre mesi era in guerra.
«E’ necessario un provvedimento di polizia per il buoncostume”, sollecitava il giornalista piedilucano.
Il quale mica si fermò all’invettiva sul giornale. Impegnato in una vera e propria crociata, il corrispondente del Giornale d’Italia, che era anche dipendente del Comune di Terni di cui Piediluco è frazione, copiò il suo articolo su una lettera che inviò al podestà e, per conoscenza, alla “polizia municipale urbana”. Aggiungendovi una chiosa: «E’ davvero un’indecenza questa gente seminuda (donne e uomini) senza bellezza o correttezza che s’introducono nei ristoranti, stanno a far brutta mostra nella piazza e per la via destando non desiderate ammirazioni! Per la serietà di Piediluco _ ammoniva _ occorre eliminare tale sconcezza specie di villeggianti che danno il cattivo esempio, perché questo può dirsi un rione cittadino e non una spiaggia».
Una presa di posizione personale? Macché, la richiesta di un intervento repressivo e moralizzatore, lui la avanzava anche a nome dei “miei concittadini”.«Del resto – era la conclusione – il paese non è nemmeno un campo sportivo» (?). Quindi la firma: suo devotissimo dipendente e corrispondente del Giornale d’Italia, Raniero Salvati.

Piediluco: bagnanti troppo svestiti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Su Piediluco vedi anche: Il barone Franchetti e Villalago

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